logo top bubbles horzontal nav
logo bottom
Home
Chi siamo
Pubblicazioni dell'IIB
Bioetica generale
Bioetica della salute
Bioetica ambientale
Bioetica animale
Bioetica sociale
Biogiuridica e biopolitica
Bioetica e MNC
Bioetica e scuole
Forum
Attivita Istituto Bioetica
Documenti
Link
nav bottom


 
dot

Nicora Urgenze ambientali

Copyright © Istituto Italiano di Bioetica
qualsiasi riproduzione non autorizzata è vietata

 

horizontal rule

Gianfranco Nicora

Teologia degli animali e teologia della creazione: una risposta alle urgenze ambientali

 

Quale responsabilità della teologia verso le creature animate dallo stesso soffio divino: angeli,uomini, animali, vegetali.....?Cosa c’entra la teologia, in questo contesto?. Cosa può fare per la salvaguardia del creato e di tutte le creature Che contributo può portare una “teologia degli animali " alle urgenze ambientali di oggi?Rispondere a queste domande significa vincere il pregiudizio che la teologia degli animali sia una stranezza, per di più astratta, di pochi estrosi teologi. Non ci si rende conto che la teologia degli animali e' una parte essenziale della teologia della creazione e ci aiuta ad affrontare ogni giorno problemi molto concreti e reali. Ci aiuta per esempio a capire se per salvare il creato e la terra, minacciati da un possibile e probabile disastro ecologico, deve stare al centro l’uomo o il cosmo? È venuta l’ora di riportare al centro il mondo, dopo tanto abuso da parte dell’uomo?
Una teologia cristiana degli animali si puo' strutturare all’interno della Teologia della Creazione fondandola su questi tre temi: cristocentrismo,antropocentrismo e dottrina della creazione.
1. Cristocentrismo: “in Lui tutte le cose furono create”
Al centro della Teologia degli Animali non c’è né l’uomo né il mondo, bensì il Dio di Gesù Cristo. La tesi tanto lapidaria e sintetica – che esigerebbe ben altri approfondimenti – è il punto di partenza indiscusso della riflessione cristiana. Al centro della storia e dell’universo c’è il Signore Gesù. Cristo è il centro della creazione, poiché “Tutto è stato creato in Lui e in vista di Lui”, coerentemente la creazione stessa si rivela pienamente in Lui!È l’afflato degli inni paolini (Col 1, Ef 1) o del prologo di Giovanni. È il respiro fortissimo di P. T. de Chardin.Il punto di partenza è il Dio di Gesù Cristo! Ma "quale Dio?”.A partire dal Rinascimento, nell'Europa occidentale Dio è stato sempre più concepito nella figura de 'l'onnipotente'. E l'onnipotenza è valsa come la qualità specifica della sua divinità. Dio è il Signore, il mondo è sua proprietà, di cui egli può fare quel che vuole. Egli è il soggetto assoluto e il mondo è l'oggetto passivo del suo potere. L'uomo si conforma, in modo certamente non disinteressato, a tale immagine divina, perseguendo la sua “volontà di potenza”:Essendo l'immagine di Dio in terra, l'uomo diventa il padrone del mondo per sottometterlo. Soltanto mediante il potere che esercita su questa terra, infatti, egli può con formarsi a quel Dio che è il Signore del mondo. Come Dio è il Signore e padrone del mondo intero, così anche l'uomo cercherà di affermarsi come signore e padrone del la terra e di tutti gli animali e dimostrare cosi i propri lineamenti divini. L'uomo diventa simile a Dio non con la bontà e la verità, non con la pazienza e l'amore, ma attraverso il potere e il dominio. Il rapporto è dunque da padrone a cosa. Questo ha portato a considerare il rapporto: non di custodia, ma di abuso; non di signoria, ma di spadroneggiamento.Ma Dio non è un padrone solitario e apatico che vive in cielo e che sottomette ogni cosa, bensì un Dio comunitario, ricco di relazioni e capace di rapporti: 'Dio è amore'. Se questo è vero, gli esseri umani rispecchieranno Dio non attraverso il potere e l'assoggettamento, ma soltanto nella comunione e nella reciprocità che promuove la vita.
2. Antropocentrismo: l’uomo nella creazione di Dio
La teologia cristiana della creazione è anche antropocentrica: è l’uomo, chiamato ad essere figlio nel Figlio, il centro del progetto divino che spinge il Padre a creare.
La conferma di tale centralità è data dal discorso biblico. Basti il messaggio dei racconti di Genesi. In Gen 1 tutto tende verso l’uomo, vertice (seppure non conclusivo) della creazione; in Gen 2 tutto è posto attorno all’uomo, prima delle creature. Due forme espressive differenti, ma che trasmettono il medesimo messaggio: l’uomo è al centro nell’intenzione divina. Tuttavia, se l’annuncio biblico pone l'uomo all’apice del gesto creatore, non lo considera il fine. E proprio sulla pretesa dell’uomo di sentirsi re del creato si fonda l’accusa al cristianesimo del dissesto ecologico. Del resto non è scritto così? Non appartiene al comando stesso di Dio?“Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, DOMINATE sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra”(Gen.1, 28)Sicuramente i cristiani hanno preso con troppo interessato zelo queste parole. Per comprenderle adeguatamente occorre una corretta esegesi del passo. Poiché molti studi ne hanno già offerto la spiegazione, ci basti sottolineare due particolari: il significato dell'immagine di Dio e il senso del dominio.“Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina lo creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. 30A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. ”(Gen.1, 26-31)
L’immagine di Dio
Gli studi esegetici, sulla scia della storia delle religioni comparate, concludono che l’essere immagine di Dio significava essere luogotenente di Dio, suo rappresentante e mandatario. L’uomo, dunque, deve rappresentare Dio: non gode di un potere assoluto, ma totalmente relativo a quel Sovrano di cui è (e deve essere) l’immagine. Nel momento stesso in cui fonda la singolarità dell’uomo, la Bibbia la “relativizza” immediatamente, poiché la rende relativa a Dio. È dunque Dio a determinare come l’uomo è signore del creato; “misura” (anzi, determina) l’interpretazione del suo rapporto con il mondo. per questo la teologia è necessaria: occorre previamente conoscere il volto di Dio e come Lui è “Signore” del mondo.
Dominio o signoria?
Il comando divino rischia una interpretazione altrettanto ambivalente. Come va inteso il dominio?Certo la cultura moderna e occidentale lo legge, non certo disinteressatamente, nella forma del potere. La Bibbia, invece, rimanda all’ambito regale. Il «dominio» dell’uomo sulla terra è presentato come un dominio regale, così come era inteso nell’antichità: il re non solo rappresenta tutto il popolo e la terra in quanto personalità corporativa, ma è anche il depositario e il mediatore della benedizione per il suo regno e per il popolo a lui affidato. Presentando l’uomo come «re» del creato il testo allude al compito regale di assicurare pace e benessere, di mediare la benedizione divina, di conservare la salute del mondo che gli è affidato. E’ questo il criterio del progredire della scienza e della tecnica che viene fornito dal testo di genesi. In conclusione, il dominio sulla terra è un aspetto della benedizione concessa da Dio alle creature, anzi è il modo con cui l’uomo diventa mediatore e mandatario di questa benedizione nei riguardi delle altre creature Ecco perché la teologia ha qualcosa da dire per la salvaguardia del creato. Il senso cristiano del “dominio” non quindi un potere assoluto, bensì totalmente relativo a Colui che deve rappresentare. Creato a Imago Dei, posto come luogotenente dell’Altissimo, il potere dell'uomo trova qui il suo fondamento e insieme la sua regola. Appare il “dominus” del creato, ma ad immagine di quel Dominus che è il Creatore; re ma non al modo dei sovrani di questo mondo ( Sì ! Io sono Re ma il mio Regno non è di questo mondo, dice Gesù a Pilato). L’uomo non possiede un “potere assoluto”!Al contrario, rimane totalmente relativo a Dio. In definitiva, la sua relazione con gli animali, le piante, i fiori,le foreste, gli oceani, i fiumi, i laghi, le montagne, i pianeti, le stelle appare sin dalle origini già “teologicamente qualificata”. L’abuso di tale potere e il suo uso indiscriminato è disobbedienza e non comando di Dio.
3. Dottrina della Creazione
La creazione e’ il punto di partenza verso la redenzione, verso la salvezza di tutti il creato: angeli, uomini, animali, vegetali.
Colti dentro il mistero divino della filiazione l’uomo e il mondo trovano il proprio senso e il loro legame costitutivo. Sono inter-dipendenti e solo la loro complementarietà li garantisce. Per questo, in negativo, la “crisi ecologica” non è solo ambientale, ma una vera e propria “crisi culturale” e teologica: poiché il dissesto disastro ecologico non tocca solo il cosmo, ma riguarda, ma tutto l’uomo.Così si coglie quanto il senso del mondo sia determinato dal cammino dell’uomo e viceversa. Ne può essere sintesi efficace un altro passaggio paolino:“La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza” (Romani 8,19-25)La teologia della creazione pone nei primi 2 capitoli di Genesi il progetto di Dio, come un progetto dinamico, come un cammino del Popolo di Dio e di tutti gli esseri ANIMAti dallo stesso soffio vitale del Creatore, verso un nuovo Universo, una nuova Terra, una nuova Gerusalemme Ma ciò avviene attraverso la sofferenza, il dolore, le difficoltà, la morte terrena, ma la sofferenza e’ quella del parto, della nascita di Nuovi cieli e Nuova terra, dove non ci sarà più la morte ma tutti vivranno in pace: il lupo e l’agnello pascoleranno assieme …e i cucciolo di uomo giocheranno con i cuccioli dei serpenti, come dice Isaia.

4. Conclusioni
Di qui alcune conclusioni sul concreto rapporto uomo-creato, per un fecondo dialogo con la teologia morale e con le altre istanze.
L'uomo è chiamato a rispondere al Dominus di come ha esercitato il suo dominio sul creato.
Come? Il compito è ampiamente svolto dalla teologia morale, che deve muoversi su tre piani

1)Far conoscere il Progetto biblico
Occorre recuperarne il senso biblico, dove la conoscenza è amore: conoscere non per dominare ma per amare animali e il loro habitat. Una simile impostazione apre evidentemente le porte alla scienza, senza invasione ma senza relativismi.. 'Conoscere' realizza comunione, dicevano gli antichi, e la lingua ebraica mostra una chiara equiparazione tra 'conoscenza' e 'amore' (O. Clement). Questo di far conoscere e' uno degli obiettivi principali della Teologia degli Animali
2)Il comportamento verso gli animali e il mondo vegetale deve essere fondato non sul profitto, ma sul "prendersi cura"
L’espressione più immediata del rapporto uomo mondo è l’agire concreto. Lo stesso verbo della creazione, barah, rimanda al gesto dell’artigiano. L’agire tecnico non è negativo in sé, ma è opera creatrice, fondata sulla non violenza e sul rispettoNe ritroviamo un’eco in un testo splendido di Gaudium et Spes che declina il valore dell’attività umana (cap. III).Per i credenti una cosa è certa: l'attività umana individuale, che rispetti tutti gli esseri viventi umani e non umani e l'ambiente ( eliminando sofferenza o morte: non uccidere e scritto nel cuore di ogni essere umano e non riguarda solo gli uomini, infatti il comandamento divino non dice “ non commettere omicidio”) corrisponde al disegno di Dio ( allevamenti intensivi, sperimentazioni su animali e vegetali, caccia indiscriminata, sono tutti temi di grande attualità e la sofferenza degli animali indifesi e inconsapevoli non rientra nel piano divino)
3) Reimparare a contemplare la bonta' e la bellezza del creato e di tutte le sue creature
É la forma dello spirito artistico, é lo slancio dello spirito , che affonda le sue radici nella tradizione monastica, che pone la contemplazione tra i vertici della spiritualità sia cristiana sia universale. Un anticipo del settimo giorno. Espressione memorabile di questo atteggiamento ci è trasmessa dal Cantico delle creature di s. Francesco, dove nella preghiera, si attua il dialogo tra l’uomo, Dio e il creato:
Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
Mi piace concludere con una parola di speranza, che raccogliamo dalla voce profetica del card. C.M. Martini,che,dopo l'Assemblea ecumenica Pace nella Giustizia, celebrata a Basilea, assicurò che la Teologia della Creazione è animata dell'azione dello "Spirito di Dio che agisce sempre ben al di là delle nostre attese. Noi crediamo che Egli è già all'opera per far crescere il seme che è stato gettato. Questa è la nostra speranza. Questa è la nostra preghiera».

 

Bibliografia
Bianchi, Enzo, Pietro Chiaranz, Anne- Laetitia Michon, Uomini ed Animali”; ed: Qiqajon, Comunità di Bose, 2011, pag.21,22,23
Golser, Karl La posizione dell’uomo in una teologia della creazione davanti alla sfida ecologica attuale in Marcianum, IV (2008) 2, p. 385-399
Moltmann Jürgen, Dio nella creazione: dottrina ecologica della creazione, Queriniana, Brescia1986 (Biblioteca di teologia contemporanea 52).
Moltmann Jürgen, Futuro della creazione, Queriniana, Brescia 1980 (Biblioteca di teologia contemporanea 38)
Moltmann Jürgen, La giustizia crea futuro : una politica ispirata alla pace e un'etica fondata sulla creazione in un mondo minacciato, Queriniana, Brescia 1990. (Giornale di teologia 193)
Weizsäcker, Carl Friedrich von, Il tempo stringe: un'Assise mondiale dei cristiani per la giustizia, la pace e la salvaguardia della creazione, Queriniana, Brescia 1987. (Giornale di teologia 174) (Titolo originale : Die Zeit drängt. Eine Weltversammlung der Christenfür Gerechtigkeit, Frieden und die Bewahrung der Schöpfung.1. Etica, religione e animali, in Il Regno/attualità 10/89, p. 282.
Michel Damien, Gli animali, l’uomo e Dio, Piemme, Casale Monferrato 1987, p. 28.
Cfr. Salomon Maimon, Storia della mia vita, ed. e/o, Roma1989, p. 57.
Guenzi-Scanziani-Morandini Una Chiesa custode della terra Convegno nazionale sulla Teologia della Creazione e Responsabilita' ambientale Padova 10 giugno 2011
Cit. in Helmut Gollwitzer, Il poema biblico dell’amore trauomo e donna. Cantico dei Cantici, Claudiana, Torino 1979, p.76.
I.B. Singer, Lo schiavo, Longanesi, Milano 1964, p. 47.
A.J. Heschel, Dio alla rcerca dell’uomo, Borla, Torino 1969,p. 107.
Karl Barth, L’epistola ai romani, Feltrinelli, Milano 1962, p.288
Paolo De Benedetti Teologia degli animali (Uomini e Profeti a cura di Gabriella Caramore)

 

horizontal rule

 

Contatti: postmaster@istitutobioetica.org

 

 

Istituto Italiano di Bioetica

bottom corner Copyright © 2002 Istituto Italiano di Bioetica - Campania