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Appello di Hannover

 

L'appello di Hannover delle autorità locali alle soglie del 21° secolo

(Versione ufficiale tradotta da quella inglese dell’11 Febbraio 2000 dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane)

A. Preambolo
Noi, 250 autorità locali di 36 Paesi europei e delle regioni confinanti ci siamo riunite alla Conferenza di Hannover 2000 (3ª Conferenza Europea sulle Città e Comuni Sostenibili), che ha avuto luogo dal 9 al 12 febbraio 2000, per fare il bilancio sui risultati conseguiti nel fare diventare le nostre città e comuni sostenibili, nonché per concordare una linea d'azione comune alle soglie del 21° secolo.
Sottoscrivendo la "Carta delle Città e Comuni Europei" a favore della sostenibilità (Carta di Aalborg), abbiamo indotto le nostre autorità locali ad impegnarsi per l'Agenda Locale 21 o per altri programmi di sviluppo sostenibile ed abbiamo aderito alla "Campagna delle Città e Comuni Europei Sostenibili" che fino ad ora è stata coordinata congiuntamente dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (Council of European Municipalities and Regions, CEMR), dalle Eurocities, dal Progetto Città Sane dell'Organizzazione mondiale della Sanità, dal Consiglio internazionale per le iniziative ambientali locali (International Coucil for Local Environmental Initiatives, ICLEI) e della Federazione Mondiale delle Città Unite (United Towns Organisation, UTO) in cooperazione con la Commissione europea e il suo Gruppo d'Esperti in materia di Ambiente Urbano.
650 autorità locali e regionali di 32 Paesi in ogni parte d'Europa si sono impegnate a favore della sostenibilità e della Campagna firmando la Carta di Aalborg. La popolazione rappresentata da tutti i partecipanti alla Campagna ammonta a più di 130.000.000 di cittadini europei.
Prendendo spunto dal Piano d'Azione di Lisbona, abbiamo evidenziato con le dichiarazioni di Turku, di Sofia, di Siviglia e dell'Aja la reale necessità di agire. I risultati raggiunti dal momento del lancio della Campagna sono considerevoli e hanno portato a molti cambiamenti positivi nell'ambito delle nostre città e cittadine. I traguardi raggiunti ci incoraggiano a proseguire nell'azione, per affrontare le tante sfide nelle quali ci imbattiamo continuamente.

 

B. PRINCIPI E VALORI DELL'AZIONE LOCALE A FAVORE DELLA SOSTENIBILITÀ
B.1 La responsabilità di garantire il benessere della generazione presente e di quelle future è il nostro comune denominatore. Per questo motivo, ci adoperiamo per una maggiore giustizia sociale nonché per diminuire la povertà e l'emarginazione sociale, e per un ambiente vivibile e salutare. Rispettiamo le diversità in termini di cultura, di sesso, di religione, di razza e di età, riconoscendo che proprio le diversità contribuiscono ad incrementare la ricchezza sociale delle nostre città.
B.2 Crediamo che l'economia - ovvero il meccanismo di trasformazione delle risorse naturali in merci e servizi per il soddisfacimento dei bisogni umani e societari - debba divenire maggiormente equa a livello sociale e maggiormente efficiente a livello ecologico, evitando l'inutile consumo di sostanze non rinnovabili.
B.3 Accettiamo la responsabilità comune in favore di uno sviluppo sostenibile. Coinvolgeremo i cittadini e lavoreremo congiuntamente con gli altri livelli governativi e gli attori locali, incluse le ONG, e per concretizzare, in modo olistico ed integrato, la nostra visione globale.
B.4 Ci sentiamo uniti dalla comune convinzione che un mondo in pace sia una conditio sine qua non per una società sostenibile.

 

C. LE AUTORITÀ LOCALI
C.1 Noi, le autorità locali europee, ci siamo impegnate a sviluppare azioni locali con responsabilità globale. Intendiamo essere lungimiranti nell'amministrazione, coraggiosi nell'affrontare le sfide e responsabili nelle nostre azioni, poiché soltanto in questo modo potremo gestire il cambiamento che si realizzerà ad un ritmo senza precedenti.Con riferimento alle sfide, alle opportunità ed alle barriere che abbiamo identificato e descritto nell’allegato al presente Appello, abbiamo trovato un accordo sui seguenti impegni.
C.2 Promuoviamo l'integrazione europea per il raggiungimento di una coesione socio-economica nel rispetto degli standard socio-ambientali; quest'ultima è una conditio sine qua non per l'esistenza di comunità sostenibili e di pace sociale. Per questo motivo accogliamo positivamente l'ampliamento dell'Unione Europea e della politica di partnerariato euro-mediterranea.
C.3 Ci troviamo a fronteggiare sfide difficili: povertà, disoccupazione, alloggi e condizioni di lavoro carenti, inquinamento atmosferico e sonoro, congestione, degradazione del territorio e degli habitat, nonché una gestione inadeguata delle acque. Siamo consapevoli della duplice sfida che devono fronteggiare le città dell'Europa centrale e orientale che devono anche superare gli enormi problemi ereditati dal passato: Contemporaneamente dobbiamo cercare di evitare di adottare ciecamente modelli di sviluppo attraenti ma non sostenibili: un accesso iniquo alle risorse e al potere nella fase di transizione ha portato ad un aumento delle disparità sociali.
C.4 Al contempo ci sentiamo responsabili verso i nostri colleghi del Sud. Ci siamo prefissi di rafforzare la cooperazione decentralizzata con le città situate nei paesi in via di sviluppo e, in particolare, nella regione mediterranea.
C.5 Il nostro obiettivo è praticare politiche locali che riducano l'impronta ecologica della nostra comunità, poiché non intendiamo far dipendere il nostro standard di vita dallo sfruttamento di risorse umane e naturali in altre regioni. Ci impegniamo a valutare ogni azione intrapresa dai nostri governi locali e ad agire affinché non contrastino l'obiettivo di evitare danni o di trasferirli alle generazioni future.
C.6 Abbiamo identificato i seguenti temi chiave della gestione urbana nel cammino verso la sostenibilità locale e siamo pronti ad affrontarli: sviluppo urbano compatto; riabilitazione delle zone urbane e delle aree industriali depresse; riduzione dello sfruttamento e utilizzo più efficiente del territorio e di altre risorse naturali; trasporti locali, gestione energetica e la lotta contro l'emarginazione sociale, la disoccupazione e la povertà.
C.7 Dovremo identificare quali sono le opportunità che le nuove tecnologie e i concetti innovativi sui servizi ci offrono per far diventare le nostre città più eco-efficienti. Dovremo utilizzare consapevolmente il nostro potere d'acquisto sul mercato indirizzandoci verso valide soluzioni di sviluppo sociale e ambientale.
C.8 Ci siamo impegnati ad introdurre indicatori della sostenibilità locale. Sulla base di tali indicatori definiremo obiettivi, effettueremo un monitoraggio dei progressi e relazioneremo sui traguardi raggiunti. Una serie di Indicatori Europei comuni, concordati volontariamente, sarebbero in grado di fornirci un valido strumento per paragonare i cambiamenti in atto a livello europeo nel cammino verso la sostenibilità.
C.9 Ci impegniamo a creare e a sviluppare ulteriormente reti per la promozione dello sviluppo sostenibile.
C.10 Dovremo cercare di assistere i comuni e le città che si trovano ad affrontare circostanze eccezionali quali catastrofi naturali o le conseguenze di una guerra.
C.11 Noi, autorità locali europee, siamo pronte a far fronte alle sfide collegate allo sviluppo sostenibile e riteniamo che le città o cittadine costituiscano le entità adatte per affrontare le problematiche in modo integrato. Per questo motivo, in diversi Paesi, è necessario rafforzare i governi locali, accordare loro responsabilità e poteri congrui così come fonti di reddito adeguate. A loro volta, i governi locali adotteranno nuovi schemi di governo e lavoreranno democraticamente, tenendo alti i principi della partecipazione e della trasparenza, nonché lottando contro ogni forma di corruzione.

 

D. IL NOSTRO APPELLO
D.1 NOI, LE AUTORITÀ LOCALI D'EUROPA E DELLE REGIONI CONFINANTI RIUNITE AD HANNOVER, LANCIAMO UN APPELLO ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE:
(a) affinché l'implementazione dell'Agenda Locale 21 (il documento chiave del Summit della Terra di Rio del 1992) e dell'Agenda Habitat (il documento chiave della seconda Conferenza delle Nazioni Unite delle Città, tenuta a Istanbul nel 1997) venga maggiormente sostenuta in quei paesi che non si sono ancora impegnati nel processo di sviluppo sostenibile
(b) affinché il dumping lavorativo e ambientale venga arginato attraverso l'incorporazione di standard ambientali in accordi internazionali e multilaterali sul commercio, in modo da contribuire anche all'alleviamento della povertà
(c) affinché vengano estirpati i debiti attraverso programmi di condono
(d) affinché forme di autogoverno locale vengano incoraggiate e non contrastate e affinché, tramite accordi multilaterali, venga promosso lo sviluppo di politiche ambientali locali
(e) affinché vengano messi a disposizione fondi adeguati alle istituzioni di finanziamento internazionale per lo sviluppo sostenibile; in particolare affinché venga creato un fondo per lo sviluppo sostenibile urbano in seno al Global Environmental Facility (Struttura Ambientale Globale).
D.2 NOI, LE AUTORITÀ LOCALI D'EUROPA E DELLE REGIONI CONFINANTI RIUNITE AD HANNOVER, LANCIAMO UN APPELLO ALLE ISTITUZIONI EUROPEE, IN PARTICOLARE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALLA COMMISSIONE:
(a) affinché accordino una priorità più alta allo sviluppo sostenibile, da considerarsi quale fondamento per una società europea sostenibile, e affinché vengano definite chiaramente le responsabilità in fatto di sviluppo urbano sostenibile all'interno della Commissione,
(b) affinché diano priorità all’adozione di un quadro di cooperazione per la promozione della "Campagna delle Città e Comuni Europei Sostenibili", forniscano un quadro finanziario più generoso rispetto a quello proposto dalla Commissione ed estendano la sua applicazione a più paesi delle regioni confinanti
(c) affinché integrino le tematiche socio-ambientali nella politica economica interna, nella relativa legislazione, nei programmi e nei piani di finanziamento
(d) affinché incoraggino e garantiscano forme di autogoverno locale in tutti i paesi europei, e affinché rispettino il principio della sussidiarietà in tutte le azioni della Comunità europea
(e) affinché sviluppino, in cooperazione con le associazioni governative locali ed i network, una cultura del partnerariato tra la Commissione europea da un lato e le autorità locali con le loro associazioni dall'altro, in sintonia col principio della sussidiarietà
(f) affinché sovvenzioni e prestiti a favore delle autorità locali e regionali, in particolare quelli relativi ai Fondi Strutturali, vengano assegnati solo nel caso in cui i criteri di sostenibilità siano soddisfatti
(g) affinché supportino più efficacemente gli sforzi delle autorità locali dell'Europa centrale e orientale, nonché quelli dei Paesi Mediterranei esterni alla UE, di ottemperare alla legislazione dell'Unione europea e affinché li incoraggino premiando iniziativa, creatività, innovazione e reali passi in avanti riguardo tale adeguamento
(h) affinché cooperino con i governi locali, statali/provinciali e nazionali nel processo di realizzazione di un quadro gestionale efficace per la sostenibilità ambientale su tutti i livelli
(i) affinché aderiscano, sostenendola, alla "Campagna delle Città Europee Sostenibili", la quale è coordinata congiuntamente dalle associazioni e dai network delle autorità locali in cooperazione con la Commissione europea e il suo Gruppo d'Esperti in materia di Ambiente Urbano
(j) affinché introducano un'imposta sulle fonti energetiche - e blocchino le sovvenzioni al traffico aereo - quale strumento chiave per internalizzare i costi socio-ambientali del consumo energetico, fornendo così un incentivo all'energia sostenibile e all'efficienza energetica
(k) affinché promuovano la cooperazione municipale, regionale e internazionale a favore della sostenibilità e lo scambio delle relative procedure fondamentali
(l) affinché promuovano la campagna pubblicitaria sulla sostenibilità in cooperazione con tutti gli operatori competenti
(m) affinché promuovano le autorità locali nella volontà di osservare e applicare la legislazione dell'Unione Europea che ha impatto sullo sviluppo sostenibile delle città.
D.3 NOI, LE AUTORITÀ LOCALI D'EUROPA E DELLE REGIONI CONFINANTI RIUNITE AD HANNOVER, LANCIAMO UN APPELLO AI GOVERNI NAZIONALI:
(a) affinché siano garanti di un quadro politico che promuova lo sviluppo sostenibile locale e, in particolare, che promuova l'implementazione dell'Agenda 21 e dell'Agenda Habitat nei paesi che non si sono ancora impegnati per lo sviluppo sostenibile
(b) affinché promuovano le campagne nazionali a favore dello sviluppo sostenibile e dell'Agenda Locale 21
(c) affinché sovvenzioni e prestiti alle autorità locali e regionali, in particolare nel campo dello sviluppo e del rinnovamento urbano così come in quello dei trasporti, vengano assegnati solamente se i requisiti di sostenibilità siano soddisfatti
(d) affinché introducano un'imposta paneuropea sull'energia, dalla quale vengano escluse le fonti di energia rinnovabili e gli impianti cogenerativi per la generazione di energia termica ed elettrica
(e) affinché riconosca le città e le regioni quali partner validi nei progetti di sviluppo internazionale a favore della sostenibilità.
D.4 NOI, LE AUTORITÀ LOCALI D'EUROPA E DELLE REGIONI CONFINANTI RIUNITE AD HANNOVER, LANCIAMO UN APPELLO ALLE ALTRE AUTORITÀ LOCALI NELLE NOSTRE REGIONI:
(a) affinché sottoscrivano la Carta delle Città e dei Comuni Europei a favore della sostenibilità (la Carta di Aalborg), aderendo in questo modo alla "Campagna delle Città e Comuni Europei Sostenibili"
(b) affinché si impegnino nello sviluppo e realizzazione di piani d'azione riguardanti la salute e in materia di sviluppo sostenibile (Agenda Locale 21), sulla scia, tra l'altro del Piano d'Azione di Lisbona
(c) affinché promuovano il presente “Appello di Hannover delle Autorità locali europee alle soglie del 21° secolo”
(d) affinché si assumano la responsabilità per il consumo delle risorse naturali e per la qualità dell'ambiente a livello locale, e affinché adottino sistemi di gestione per la sostenibilità locale e l'efficienza ambientale, come ad es. il Bilancio Ambientale e il Regolamento EMAS
(e) affinché facciano ordine al loro interno varando misure a supporto del commercio di prodotti e servizi ecologici.
D.5 NOI, LE AUTORITÀ LOCALI D'EUROPA E DELLE REGIONI CONFINANTI RIUNITE AD HANNOVER, LANCIAMO UN APPELLO AGLI ALTRI ATTORI DELL'AGENDA LOCALE 21:
(a) affinché promuovano la "Campagna delle Città e Comuni Europei Sostenibili" nonché le associazioni e i network che la coordinano
(b) affinché si impegnino nelle attività locali di sostenibilità e nella Campagna
(c) affinché promuovano la partecipazione della loro città o provincia alla Campagna, qualora non abbiano ancora aderito alla Carta di Aalborg
(d) affinché le istituzioni educative e di ricerca rendano accessibili le competenze e i metodi necessari a tutti gli operatori dell'Agenda Locale 21.
D.6 NOI, LE AUTORITÀ LOCALI D'EUROPA E DELLE REGIONI CONFINANTI RIUNITE AD HANNOVER, LANCIAMO UN APPELLO AI DIRIGENTI E AI DECISORI DEL SETTORE COMMERCIALE E FINANZIARIO:
(a) affinché comprendano che le chance di incrementare i profitti ed il valore aziendale potrebbero essere seriamente minacciate nel caso in cui non venga garantito uno sviluppo sostenibile alle città e il benessere dei cittadini in quanto consumatori
(b) affinché aderiscano attivamente ai processi di Agenda Locale 21, contribuendo così alla formazione di comunità sostenibili
(c) affinché integrino nelle loro strategie aziendali considerazioni sull'ecologia, la salute, la sicurezza e il rischio
(d) affinché assumano un ruolo attivo nel mercato in crescita dei prodotti e dei servizi sostenibili, approfittando delle opportunità che hanno i promotori su questo mercato.

Hannover, 11 febbraio 2000

 

ALLEGATO:

LE NOSTRE CONSIDERAZIONI
1. LE OPPORTUNITÀ
(a) L'integrazione europea e in particolare l'ampliamento dell'Unione Europea verso i Paesi dell'Europa centrale ed orientale, congiuntamente alla politica comunitaria del Mediterraneo, costituiscono grosse chance per le città europee. Queste ultime potranno migliorare la loro competitività, diventare più sostenibili e più interessanti se saranno in grado di ridefinire i propri ruoli in un'Europa più vasta, di adeguarsi alla legislazione dell'Unione Europea e di diventare multiculturali.
(b) A livelli europei e nazionali, l'integrazione di questioni ecologiche in tutti i settori politici costituisce un obiettivo di estrema importanza, come già fu riconosciuto nelle conclusioni del Consiglio europeo di Cardiff nel 1988 e di Helsinki nel 1999. Dobbiamo far sì che ciò diventi realtà anche a livello locale.
(c) La proposta della Commissione europea per l'istituzione di un quadro comunitario di cooperazione al fine di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile (COM [1999]557 finale) rappresenta un'eccellente base per un supporto continuo da parte della Commissione alla "Campagna delle Città e Comuni Europei Sostenibili", la quale dovrebbe essere coordinata da associazioni e network di autorità locali in cooperazione con la Commissione.
(d) In un mondo economico caratterizzato dal dualismo, dalla globalizzazione da un lato e localizzazione dall'altro, le città dovranno massimizzare la loro influenza sulla microeconomia locale e guidarla verso lo sviluppo sostenibile. Dovrebbero riflettere fortemente l'impatto globale delle azioni locali.
(e) La mole di sapere, la capacità di innovazione e le nuove tecnologie costituiscono un'opportunità per le città quali centri di innovazione e di soluzioni.
(f) Pur avendo un duro impatto, la scarsità di risorse finanziarie può essere considerata una chance per ridefinire le priorità ed incrementare l'efficienza.

2. LE BARRIERE
(a) Siamo pronti ad affrontare le sfide facendo tesoro delle opportunità, pur essendo consapevoli dell'esistenza di condizioni quadro non favorevoli che riconosciamo come barriere; in alcuni paesi europei i governi locali sono deboli e non sono dotati di poteri sufficienti. Molte responsabilità sono state spostate a livello locale senza però un parallelo spostamento di risorse.
(b) Il completamento del mercato interno è stato raggiunto senza che i prezzi riflettano i costi reali, ovvero senza l'inclusione dei costi socio-ambientali. Sovvenzioni controproducenti sono tuttora fonte di incentivi sbagliati.
(c) Il progresso e il successo vengono a tutt'oggi misurati in termini di crescita economica invece che in termini di sostenibilità.
(d) I mercati finanziari che dirigono i flussi di capitale e di investimenti non sono sottoposti a controlli pubblici.

3. LE SFIDE
(a) I cittadini si aspettano che i loro comuni provvedano alla fornitura di condizioni e servizi basilari quali: un ambiente vivibile, la qualità dell'aria, l'approvvigionamento idrico, il recupero e il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, i trasporti pubblici, la casa, i servizi sanitari e l'istruzione.
(b) Noi, le autorità locali europee e delle regioni confinanti, riconosciamo che, nonostante gli sforzi di migliorare l'ambiente, la maggior parte dei trend ecologici globali ed europei sono fonte di grave preoccupazione; mentre i cambiamenti climatici, la desertificazione, la perdita di risorse idriche e della biodiversità esercitano e continueranno ad esercitare un impatto globale, molte delle cause di tale deterioramento ambientale risiedono nell'inquinamento atmosferico, nel rumore e nel traffico congestionato, elementi che sono causati e insieme colpiscono gli abitanti delle nostre città e cittadine nella loro vita di tutti i giorni.
(c) Al contempo, riteniamo che i trend economici rappresentino sfide ancora più importanti per le nostre città: la globalizzazione dei processi economici, che va di pari passo con l'assoggettamento dal potere politico a quello economico, riduce l'influsso che il cittadino può esercitare sulle proprie condizioni di vita tramite i parlamenti locali, nazionali ed europei.
(d) Gli sviluppi sociali derivanti dai mutamenti economici e tecnologici rappresentano problemi di primaria importanza. L'invecchiamento della società, la povertà cronica e la crescente disoccupazione si contrappongono ad una società sempre più caratterizzata dal consumo. Queste circostanze possono aumentare le disparità tra le classi abbienti e quelle meno abbienti. L'essere in grado di evitare che questo scenario diventi realtà rappresenta una sfida enorme per le città e cittadine sulla via della sostenibilità.
(e) La rapidità inedita dello sviluppo tecnologico nonché i repentini cambiamenti connessi alla tecnologia delle informazioni avranno un forte impatto sul modo di vivere della gente nonché sul modo di operare delle città e sull'approccio dei cittadini nei confronti di loro comuni.
(f) Non possiamo ignorare che lo standard di vita europeo è conseguito in parte attraverso lo sfruttamento dei più svantaggiati. Lo sfruttamento di forza lavoro a buon mercato e della natura dei Paesi in via di sviluppo deve diventare una questione di primo piano per tutte le città e comuni europei e la loro "impronta ecologica", ovvero la loro domanda di risorse diretta ad altre parti del mondo, dovrà essere ridotta.
(g) Distorsioni economiche, degrado ambientale, persecuzioni politiche, guerre e conflitti civili sono le cause di processi migratori in direzione delle città europee, le quali dovranno offrire ad una popolazione in aumento servizi, infrastrutture e integrazione sociale.

 

Contatti: postmaster@istitutobioetica.org

 

 

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