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Carta di Gubbio

 

Quarto Seminario Internazionale

TERRA MATER

CARTA DI GUBBIO 2007

 

Nel venticinquesimo anniversario della formulazione della Carta di Gubbio 1982, i partecipanti al Quarto Seminario Internazionale Terra Mater (Gubbio 24-27 settembre 2007) ritengono necessario riproporre la concezione francescana della natura non solo ai credenti, ma a tutti gli uomini, per la sua straordinaria forza, in un momento in cui la situazione del pianeta appare più preoccupante che mai.

Negli ultimi anni, si sono moltiplicati gli appelli allarmati di esponenti della comunità scientifica, diretti in particolare alle autorità politiche. I cambiamenti necessari tardano tuttavia a mettersi in moto: la molla della paura non basta a superare la cultura del profitto fine a se stesso, né a scalfire la spinta consumistica che essa continuamente induce.
La progressiva riduzione delle riserve di petrolio e di gas rende sempre più difficoltoso l’approvvigionamento di energia, con la conseguenza di conflitti anche sanguinosi.
Le accademie scientifiche denunciano il fenomeno del cambiamento climatico, legato al ricorso massiccio ai combustibili fossili: l’aumento accelerato di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera stravolge la stabilità degli equilibri e dei fenomeni periodici che determinano il clima.

Si deve dunque modificare in tempi rapidi la struttura del bilancio energetico, sapendo che non è oggi possibile, in sostituzione dei combustibili fossili, il ricorso all’energia nucleare, per i problemi tuttora irrisolti che questa presenta.
Al centro dell’emergenza, oltre ai problemi energetici e climatici, si collocano anche la perdita della biodiversità, la massiccia deforestazione, l’inquinamento, con gli effetti distruttivi sull’ambiente e il quadro doloroso delle malattie degenerative, il degrado dei centri urbani, il perdurante scandalo della povertà e della fame nel mondo, che costringe milioni di esseri umani all’emigrazione.
La ricorrenza dell’ottavo centenario dell’arrivo a Gubbio di S. Francesco - che qui assiste i lebbrosi nel momento culminante della sua conversione - suggerisce di cercare nella sua figura l’ispirazione per un cambiamento radicale di prospettiva.
L’insegnamento francescano, che si fonda sulla fratellanza con tutte le creature, viventi e non viventi, addita un modello di uomo nel quale, dopo otto secoli, credenti e non credenti possono ancora incontrarsi.
Lo stile di vita che ne consegue indica a tutti il “ben vivere” nel quadro di una cultura del limite, anziché lo sviluppo illimitato e il consumo senza misura.

A tal fine, Terra Mater ritiene indispensabile che – avendo il progresso tecnologico accresciuto enormemente il potere di manipolazione della natura, divenuta perciò vulnerabile – s’imponga un’aggravata responsabilità umana in termini di difesa dei sistemi naturali e di ripristino dei loro equilibri, e si osservi un criterio di cautela che obbliga a non adottare innovazioni se non si abbia una ragionevole garanzia della loro sicurezza;
 che alla presa di coscienza della sempre più grave crisi ambientale corrisponda una crescita della responsabilità individuale, sicché ciascuno non solo si astenga da comportamenti pregiudizievoli, ma eserciti una vigilanza critica e promuova una tutela attiva dell’ambiente, inteso come bene comune;
che si adottino, nel consumo di beni e risorse, pratiche di moderazione, non eccedenti la misura richiesta dai bisogni fondamentali: ciò implica la rinuncia a oggetti, ad abitudini e livelli di comfort non necessari, in una prospettiva di frugalità degli stili di vita;
che i governi, le istituzioni, i cittadini e le imprese perseguano, con determinazione e costanza, la sperimentazione e l’uso delle energie alternative, passando da fonti energetiche concentrate, come i combustibili fossili e l’energia nucleare, a fonti diffuse sul territorio e che queste – insieme con il risparmio energetico – siano al centro delle politiche pubbliche e delle abitudini private;
che il “consumo del mondo” cessi di costituire un elemento strutturale dell’essere umano nella civiltà industriale e tecnologica, e l’ambiente sia vissuto come il sistema delle realtà naturali e culturali di cui l’uomo fa parte originariamente e indissolubilmente;
che si individuino nuove sedi di decisione politica a livello planetario per superare i tradizionali rapporti diplomatici tra gli Stati e consentire ad una pluralità di soggetti e agenzie (organizzazioni non governative, associazioni imprenditoriali, ecc.) la partecipazione ai processi decisionali;
che si ridefiniscano profondamente le ragioni dei rapporti economici ineguali tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo, con particolare riferimento alle politiche agricole e all’imposizione di monocolture, che impoveriscono la biodiversità e rendono i Paesi che le adottano maggiormente soggetti a crisi e conflitti;
 che la donna, come nella visione francescana, sia riconosciuta nella sua dignità e nella pienezza dei suoi doni e valorizzata come portatrice di un’etica della cura, la quale, in quanto alternativa alla cultura del dominio, assume la natura e l’ambiente tra i propri oggetti privilegiati;
che si riconosca la dimensione culturale del rapporto tra uomo e natura nella forma del paesaggio, espressione e patrimonio di una comunità che, nella propria interpretazione dell’abitare, non tradisca le dimensioni storiche, identitarie e simboliche del luogo;
che si privilegi l’esperienza diretta dei luoghi e degli ambienti, da contemplare, attraversare, conoscere, per goderne e fruirne esteticamente;
che si attui una educazione ambientale permanente (che coinvolga scuole, istituzioni, associazioni, imprese, mezzi di comunicazione) nell’ottica della complessità, intesa come visione sistemica della realtà, sia nel suo aspetto scientifico ed ecologico, sia in quello etico e comportamentale, privilegiando esperienze dirette sul territorio;
che si assuma nei confronti degli animali un atteggiamento ispirato alla più avanzata sensibilità, si risparmino loro il più possibile maltrattamenti e sofferenze (in particolare, si valorizzino le metodologie alternative alla sperimentazione animale) e ci si adoperi per la salvaguardia delle specie a rischio d’estinzione; analogo atteggiamento di rispetto venga adottato nei confronti del mondo vegetale e minerale: S. Francesco ci insegna che un’etica che si occupa solo degli umani rischia di essere disumana. Il suo umanesimo, per la sua apertura cosmica, può definirsi ecologico.
A un quarto di secolo dalla “profetica” Carta di Gubbio 1982, Terra Mater indirizza di nuovo ogni uomo sul cammino di S. Francesco, alla riscoperta dei valori fondamentali dell’abitare la Terra.

TERRA MATER

Assisi Nature Council ( A.N.C.)
Associazione Italiana per il World Wildlife Fund (W.W.F. Italia)
Associazione Nazionale Italia Nostra
Boureau Européen de l’Environnement ( B.E.E.)
Centro Francescano Studi Ambientali
Club Alpino Italiano ( C.A.I.)
Club of Rome
Comune di Gubbio
Comunità Montana “Alto Chiascio” Gubbio
Conferenza dei Ministri Generali delle Quattro Famiglie Francescane
Ordine dei Frati Minori (OFM)
Ordine dei Frati Minori Cappuccini (OFMCap.)
Ordine dei Frati Minori Conventuali ( OFMConv.)
Terzo Ordine Regolare di S. Francesco (TOR)
Ente Nazionale Protezione Animali ( E.N.P.A.)
FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano
Federazione Italiana Pronatura - Federnatura
International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (I.U.C.N.)
Istituto Italiano di Bioetica
Legambiente
Lega Italiana Diritti dell’Animale ( L.I.D.A.)
Lega Italiana Protezione Uccelli ( L.I.P.U.)
Mountain Wilderness Italia
Planning Environmental and Ecological Institute
Provincia di Perugia
Regione Umbria
Società Italiana di Ecologia ( S.IT.E.)
Society for International Development (S.I.D.)
World Futures Studies Federation

 

Contatti: postmaster@istitutobioetica.org

 

 

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