Home
Su
News
Chi siamo
Forum
Ricerche
Global Bioethics
Attivita'
Pubblicazioni
Documenti
Links
Iscrizione

TUTELA E DIRITTO DELLA MATERNITA’

F. Accardo

 

Voglio un figlio.

E’ un desiderio, un’aspettativa, un diritto? Boh!

E’ un diritto da tutelare o un’aspettativa da salvaguardare?

Di fronte a tale dilemma, a volte sono portata a pensare che quando ci sentivamo soggetti  tutti ad un’Etica universalmente riconosciuta, ci sembrava più facile piegarci alla sorte di “  un destino un’ineluttabile” o alla volontà divina. Ma il processo di emancipazione culturale indotto dalle grandi scoperte scientifiche ha in un certo  qual senso destabilizzato il nostro “credere”, la nostra educazione, insomma ci ha costretto a “conoscere”, a porci di fronte alla realtà estrema secondo cui tutti abbiamo una chance e possiamo scegliere.

Voglio un figlio, voglio un figlio sano, non voglio ammalarmi, voglio scegliere di poter essere. E’ la scienza con i suoi percorsi “fantascientifici” a indurmi nel bisogno, o il bisogno viene interpretato dalla scienza, dalla biotecnologia o nanotecnologia? Boh!

Ci stiamo farneticando addosso, eppure abbiamo perso di vista il fatto che la scienza non è esatta e non può dare risposte certe. Non abbiamo considerato la paura e il senso di smarrimento che cala su ognuno di noi che vogliamo un figlio. Il timore che abbiamo nel guardare “l’altro” negli occhi perché incapace di essere madre o padre, “di dare un figlio”. E quindi la via crucis di analisi, di tentativi ed errori, di speculazioni economiche, approfittando del dolore di non essere fertile.

E il legislatore sensibile nell’interpretare il bisogno sociale genera  una legge sulla fecondazione eterologa, a garanzia e tutela del diritto di cittadinanza.

Non possono essere fecondati più di tre ovuli. Gli ovuli congelati dovranno essere raccolti in un unico centro di raccolta situato a Milano. (una regia milanese per l’industria della speranza?.) Non si possono prelevare cellule staminali da feti vivi ma solo da feti cadavere. Ma qual è l’obiettivo  vero che ha indotto il legislatore alla realizzazione di tale provvedimento? Il feto è un soggetto giuridico? Il momento in cui l’ovocellula feconda uno spermatozoo riconosciamo, già, un soggetto giuridico? Ma il cadavere di un soggetto giuridico è pur sempre depositario di diritti e quindi di un riconoscimento sociale.

Forse quanto ho espresso esprime un desolante senso di confusione.

Ma non so spiegarmi se tutto ciò è il frutto di un mio limite nella lettura dei fatti che con affanno scorrono quotidianamente, richiamandosi al bene e alla tutela dell’uomo e della donna, al riparo da un “disegno occulto” di governo scientifico.

Vent’anni fa l’obiezione di coscienza produceva i cucchiai d’oro. Oggi la disperazione per l’incapacità di diventare madre mi costringerà ad esportare il mio desiderio all’estero o al mercato nero.

Quale etica può essere  calata dall’alto attraverso l’istituto legislativo? E poi di quale etica parliamo, cattolica, laica, di destra o di sinistra, delle lobby delle industrie biotecnologiche?

Poniamo al centro l’uomo in una visione olistica dell’essere. La scienza, la tecnologia, l’industria del bene e del male è fatta di uomini. Educhiamoci al rispetto dell’altrui UMANITA’, attraverso il confronto intercultulturale e interdisciplinare di uomini e donne, diversi nel genere, nella lingua, nella cultura, nelle tradizioni, eppure uguali perché Tutti si riconoscono in un obiettivo: LA PRODUZIONE DEL BENESSERE.

 

INTERVENTO di risposta

 

Torna al forum


Home Su News Chi siamo Forum Ricerche Global Bioethics Attivita' Pubblicazioni Documenti Links Iscrizione

Contatti: postmaster@istitutobioetica.org

Copyright © 2002 Istituto Italiano di Bioetica Campania