
Forum sulle
Medicine non convenzionali
MOZIONE
DEL COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA SU MEDICINE E PRATICHE NON CONVENZIONALI
I. Il Comitato Nazionale per la
Bioetica (CNB) ha esaminato sulla base di una relazione predisposta da
un'apposita Commissione interna la proposta di legge sulle "medicine e
pratiche non convenzionali” nel testo unificato elaborato dalla Commissione
XII Affari Sociali della Camera.
2. Il CNB, che ha già approvato un
documento intitolato “Scopi, limiti e rischi della medicina” (14 dicembre
2001) al quale si rinvia per alcune più puntuali argomentazioni, sta
attualmente esaminando il complesso e grave problema delle «medicine non
convenzionali”, non può esimersi dal rilevare come la proposta di legge in
questione dia per scontati numerosi nodi concettuali particolarmente complessi e
di evidente rilievo bioetico e prospetti soluzioni e provvedimenti gravidi di
conseguenze nel prossimo futuro.
3. Il CNB rileva che nell'art. 1 della p.d.l. viene
affermato un principio quanto mai discutibile qual è quello del “pluralismo
scientifico”. Se per pluralismo scientifico si intende la contemporanea
presenza” di più scienze concernenti un medesimo oggetto - ad esempio, la
presenza di più chimiche organiche o di più fisiche - il pluralismo
scientifico
non esiste e
non è mai esistito. Una delle caratteristiche
fondamentali del sapere scientifico è la sua costante tendenza all'unificazione
delle sue varie parti e a dare una visione unitaria della realtà. Alla luce di
queste considerazioni epistemologiche non si vede quindi in che modo il
pluralismo scientifico posa costituire un fattore essenziale per il progresso della scienza e dell'arte
medica.
4. Il CNB sottolinea come nella
p.d.l. si confonda il pluralismo scientifico o con il pluralismo delle
"visioni dei mondo” (il quale costituisce certamente un fattore di
avanzamento culturale e sociale), o con la presenza, nell'ambito di una medesima
scienza, di una pluralità di teorie che mirano tutte a risolvere un certo
ordine di problemi.
5. Il CNB rileva che se l'autonomia
del paziente nella scelta terapeutica rappresenta certamente un valore
fondamentale universalmente riconosciuto dalla bioetica, e se la libertà della
ricerca scientifica va in ogni caso salvaguardata, la libertà di cura tuttavia
non può prescindere dalle conoscenze scientifiche acquisite e convalidate,
senza le quali non è possibile tutelare adeguatamente la salute del paziente
garantendone l'informazione ai fini dei consenso.
6. Il CNB è preoccupato della
proposta di istituire a) insegnamenti accademici e corsi di formazione nelle
Università statali e non statali di "medicine e pratiche non
convenzionali”, b) di inserire le materie di insegnamento relative alle
medicine e alle pratiche non convenzionali, nei corsi di laurea di Medicina, di
Odontoiatria, di Farmacia, di Medicina Veterinaria, di Scienze Biologiche e di
Chimica, c) di accreditare come società e associazioni "scientifiche” le
società e le associazioni di riferimento delle professioni sanitarie non
convenzionali, d) di modificare la composizione del Consiglio Superiore di Sanità
inserendo, fra i suoi componenti sei rappresentanti delle medicine e pratiche
non convenzionali.
7. Infine il CNB ritiene del tutto
ingiustificata l'istituzione della qualifica di "esperto” per gli
indirizzi previsti nell'art 6 della p.d.l. e l'istituzione prevista dall'art. 21
di professioni sanitarie non convenzionali.
8. La presente mozione è stata
approvata con l'astensione della prof.ssa Luisella Battaglia, dei prof. Silvio
Ferrari (che dichiara di astenersi perché ritiene che la mozione non ponga
sufficientemente in luce l'opportunità di approfondire, attraverso adeguate
ricerche, la conoscenza della medicina e delle pratiche non convenzionali). Il
prof. Bruno Silvestrini sottoscrive il documento per quanto riguarda il richiamo
al rispetto delle norme indispensabili per garantire la sicurezza e l'efficacia
delle cure mediche, oltre che per tutelare i diritti elementari del malato. Si
dissocia invece dal documento nei limiti e nel caso in cui suonasse come
condanna delle medicine non convenzionali, rilevando che esse appartengono a una
solida tradizione culturale e medica e racchiudono, come si legge m un
autorevole editoriale, “molte terapie promettenti, meritevoli d'essere
studiate in maniera appropriata”).
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