
PROGETTO DI
STUDIO SUGLI EFFETTI BIOLOGICI
DELL’ESPOSIZIONI
A CAMPI ELETTROMAGNETICI
Mariella
Nicoletti
Medico Ricercatore e Dirigente
DasMeLab
dell’Università Federico II di Napoli
Esistono
ormai molti dati che documentano la capacità delle radiazioni non ionizzanti
(NIR) di influenzare gli organismi viventi e i meccanismi biochimici
molecolari di cellule sia in vitro che in vivo con effetti non dipendenti da
fenomeni termici. Molti studi sperimentali su cellule in coltura hanno
contribuito a fare chiarezza sui possibili meccanismi biologici che stanno alla
base delle patologie causate dall’esposizione a radiazioni elettromagnetiche,
a radiofrequenze e microonde.
Studi recenti hanno dimostrato che i NIR influenzano il metabolismo e la
proliferazione cellulare inducendo effetti potenziamenti dannosi in tutti i
comparti cellulari, dalla membrana citoplasmatica in cui risulta modificata la
distribuzione delle proteine, al citoplasma e al nucleo in cui le NIR attivano
una serie di eventi a cascata che coinvolgono enzimi intracellulari (signalling)
e molecole di regolazione della crescita cellulare. Particolarmente rilevanti
sembrano essere i dati sulla modulazione sui
flussi di ioni calcio da parte delle NIR.
Gli effetti delle NIR sul controllo dell’attivazione di ormoni, sulla
espressione di enzimi regolatori
della crescita e sugli induttori chimici che promuovono il cancro hanno
stimolato numerose indagini sul ruolo che questo tipo di radiazioni potrebbe
svolgere nel controllo della crescita cellulare sia in condizioni normali che
patologiche.
Per motivi biologici
i
bambini sono più sensibili degli adulti ai rischi ambientali: su scala mondiale
i due terzi delle malattie prevenibili avendo cause ambientali colpiscono i
bambini. L’età è un fattore determinante del rischio ambientale perché
tutti i processi di assorbimento e di metabolismo sono accelerati
nell’infanzia, mentre la vulnerabilità dei tessuti all’esposizione a varie
sostanze presenti nell’ambiente è molto più accentuata che non negli adulti.
Inoltre i bambini sono esposti al rischio ambientale fin da piccolissimi
o addirittura ancor prima di nascere in quanto assorbono
sostanze nocive già nella fase di gestazione.
Secondo numerose indagini epidemiologiche l’esposizione cronica a campi
elettromagnetici è stata messa in relazione con l’incremento delle leucemie
infantili anche con campi magnetici molto deboli, inferiori ciò a 0.2
mT
( microTesla) .
I campi elettromagnetici quindi vanno annoverati tra gli agenti
inquinanti potenzialmente a rischio per la salute umana e in special modo del
bambino.
INFLUENZA
DEI CAMPI
ELETTROMAGNETICI SUL SANGUE
Sono
partita dallo studio delle influenze dei campi elettromagnetici sul sangue.
I
globuli rossi sono le cellule del sangue deputate al trasporto dell’ossigeno
dai polmoni ai tessuti e dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni.
L’emoglobina contenuta nei nuclei dei globuli rossi è la sostanza che opera
questo trasporto, grazie al ferro che contiene e che dà a queste cellule il
loro colore.
Il ferro può magnetizzarsi
in due modi, o per contatto con una calamita, o per effetto di un campo
elettromagnetico. Un campo elettromagnetico si genera quando l’elettricità
scorre in un filo avvolto in una bobina. Tutti noi siamo circondati da un gran
numero di tali campi.
Alcuni sono irradiati da
stazioni
radiotelevisive, antenne radar, ripetitori per cellulari; altri, li possediamo
in casa: radio, radiosveglia, coperta elettrica, forno a microonde,
televisore,computer,altri apparecchi con tubi catodici, telefoni
portatili e cellulari, walkie talkie, macchine fax,videogiochi, lampade al neon,
apparecchiature elettroniche in genere e perfino i fili della corrente.
Dagli schermi TV e computer
escono
grandi quantità di ioni ed elettroni, che vanno a
depositarsi
sui tessuti, sugli organi e sui
centri energetici superiori, i più delicati di tutto il sistema energetico.
L’elenco non è esaustivo.
Questi campi girano
tutt’intorno alle nostre stanze e creano
campi
elettromagnetici in grado di magnetizzare il ferro e quindi anche i
globuli rossi. Il fenomeno del sangue
elettrico è stato studiato da medici e ricercatori. (Energie Sottili -
Roberto Zamperini)
Con il microscopio
in campo oscuro si osserva come effetto dell’inquinamento da campi
elettromagnetici sul sangue, un impilamento dei globuli rossi
(Fig.
n. 2).

|
Globuli
rossi presenti nel sangue.
Fig.
n. 1 |
|
Globuli
rossi presenti nel sangue, in
presenza
dei campi elettromagnetici. |
Come
è noto i globuli rossi contengono
degli atomi di ferro. Esistono buone
ragioni
per ipotizzare che i globuli rossi del sangue possano elettrizzarsi e
magnetizzarsi, attraendosi l’un l’altro, formando vere e proprie pile e
facendo così aumentare la VES.
La
VES misura la fluidità del sangue:
più è alta la VES, meno fluido è il sangue. Quando il sangue è magnetico, i
valori della VES si innalzano. Generalmente una VES alta è interpretata come
l’indizio di un’infezione. Ma nel caso del sangue magnetico la VES può
essere alta senza che si sia in presenza di alcuna infezione. Risultato del
sangue magnetico è sia una sua minore fluidità, sia un calo della sua capacità
di trasportare energia verso le cellule, i tessuti e gli organi. Gli effetti del
sangue elettrico e magnetico possono essere ansia, tachicardia, depressione,
debolezza, crisi ipertensive ed altri sintomi apparentemente
inspiegabili.
Possiamo
facilmente immaginare che, quando i globuli rossi sono magnetizzati, si
congestionino anche i filtri del sangue: fegato, reni, milza, polmoni e pelle.
Molti
disturbi a questi organi, che a volte non trovano alcun riscontro clinico,
andrebbero analizzati sotto quest’aspetto. Le cellule comunicano tra loro
attraverso scambi chimici ed elettrici, ma anche attraverso scambi di vibrazioni
sottili. Parte del ferro contenuto nell’organismo è trattenuto e riciclato da
fegato e reni, parte è espulso. Quando questi filtri funzionano ancora bene, il
ferro congesto viene espulso, perché non è “riconosciuto” come quello
giusto. Può allora succedere che il ferro espulso sia superiore a quello
introdotto nell’organismo con la dieta. Nessuna integrazione di questo
minerale potrà eliminare il problema, se il nuovo ferro ingerito in tal modo
sarà in ogni caso sottoposto a campi magnetici. La carenza di ferro porterà
presumibilmente ad un’anemia misteriosa quanto resistente a tutte le cure.
(Energie Sottili Roberto
Zamperini).
Occupandomi
di anemia e piastrinopenia, mi sono imbattuta sugli effetti dell’Aspergillus
niger sul sangue; osservando infatti cosa succede nel sangue in presenza di
Aspergillus, ho scoperto che le immagini (foto n.2) che già
conoscevo della microscopia in campo oscuro riguardanti i globuli rossi in caso
di esposizione a campi elettromagnetici, erano le stesse dovute all’invasione
di Aspergillus niger. Da qui la
deduzione che la presenza di campi elettromagnetici favorisca la crescita nel
sangue di Aspergillus.
Gli
effetti di questi miceti sull’organismo umano sono i più vari: si va
dall’anemia all’asma, a malattie cardiovascolari.
Propongo
a questo punto un’analisi dei rischi ambientali con esami delle fonti di
inquinamento naturali e artificiali, rilevamento dei campi elettromagnetici in
alta e bassa frequenza, verifica dei rischi sui lavoratori e sui degenti,
indagini di laboratorio generali e specifiche per la ricerca di
Aspergillus.
E’
inutile continuare a curarsi con i metodi della medicina tradizionale o
omeopatica se non si risanano gli ambienti nei quali si vive o si lavora.
Trovo molto efficace per il risanamento degli ambienti nonché per la
pulizia energetica del sangue e dei corpi sottili l’utilizzo del Cleanergy®
(strumento a trasmutazione energetica) ideato dal Dr. Roberto Zamperini ,
fondatore dell’ IRES (Istituto per le Ricerche sulle Energie
Sottili) abbinato a terapie omeopatiche o allopatiche che il paziente è solito
utilizzare.
La voce dell'architetto
GEOBIOLOGIA :una nuova scienza che viene dal
passato.
Da oltre
trent’anni studi e ricerche sono usciti dall’ambito del paranormale per
configurare una scienza di frontiera che ha molto da scambiare con la nuova
fisica e con una visione olistica del mondo. A questa “nuova” scienza
che affonda le radici nell’antichità è stato attribuito il nome di
GEOBIOLOGIA, in altre parole la scienza che studia le influenze delle radiazioni
(telluriche, cosmiche, ecc.) su tutto ciò che vive (biosfera).
Il 70 % delle
patologie è causato da perturbazioni del magnetismo terrestre, insieme con
altri fattori ambientali. Tali anomalie determinano le cosiddette zone di stress
tellurico, causando quelle che sono definite GEOPATIE, che comprendono una lunga
serie di disfunzioni: dalla semplice emicrania alla stanchezza cronica, da
alterazioni della funzionalità degli organi colpiti e del sistema immunitario
a vere e proprie patologie croniche e degenerative.
Infatti, molti terapeuti e ricercatori che operano
sia nell’ambito delle medicine cosiddette non convenzionali, ma anche in
quella ufficiale hanno oramai accettato l’esistenza di queste zone.
A questo proposito dice Helmut W. Schimmel, medico
e ricercatore tedesco: “ Sulla base degli esperimenti condotti finora le
geopatie non sono idee cervellotiche. Solo persone con la mente ristretta
potrebbero ancora ridere di loro. I fattori di disturbo geopatici dovrebbero
essere introdotti nelle riflessioni diagnostiche e terapeutiche delle malattie.
Secondo noi il giudizio di una malattia cronica senza l’inclusione dei fattori
geopatici non è possibile. La geopatia assume un valore fondamentale senza il
quale la diagnosi e la terapia delle malattie croniche rimane insufficiente”.
Ma da cosa sono causate queste anomalie del campo
magnetico terrestre?
Semplificando per ragioni di spazio, si può
affermare che queste sono dovute, oltre che da una sorta di reticolo di
radiazioni telluriche (griglia di Hartmann, ma ne esistono altre), anche da
anomalie geologiche come faglie e cavità, da corsi d’acqua sotterranei,
giacimenti di minerali, particolari tipi di suolo ecc.
Si è accertato
che le zone di maggiore pericolosità per gli esseri viventi sono quelle dove
due fasce della griglia formano un incrocio (nodo k , k = kancer) e quando
questi si sovrappongono ad una faglia o ad un corso d’acqua, inoltre con gli
strumenti di cui disponiamo oggi, si è rilevato che su queste zone perturbate
si ha un’alterazione di numerosi parametri chimico-fisici (ed energetici) ambientali
e degli esseri viventi che vi sostano. A questo punto considerando
l’uomo come un ricevitore e un condensatore di onde, è facile prendere
coscienza delle INTERAZIONI che avvengono tra il nostro organismo e
l’ambiente, a tutti i livelli (della materia, delle energie dense e sottili
ecc.).
Naturalmente non tutte le zone perturbate hanno lo
stesso grado di pericolosità, dipende infatti dalla intensità e dal tipo di
radiazione, nonché dal tempo di esposizione. Particolare attenzione, quindi, va
posta agli eventuali nodi che potrebbero trovarsi nelle zone di sosta e relax
all’interno dell’abitazione (soggiorni, camere da letto), dove
un’esposizione prolungata in uno stato di rilassamento o sonno, rende
l’individuo molto più recettivo e “indifeso” a questi campi di onde
radianti.
I metodi di rilevamento di queste zone perturbate
sono essenzialmente di due tipi: diretti ed indiretti.
I primi si riferiscono all’analisi di parametri
bio-fisici e chimici misurabili sugli esseri viventi (ph, pressione arteriosa,
battito cardiaco, resistività della pelle ecc.) i secondi si basano su sistemi
di rilevamento attraverso l’uso di sofisticati strumenti elettronici per la
misurazione diretta di parametri fisici (modificazione della ionizzazione
dell’aria, emissioni di onde elettromagnetiche, microonde, ultrasuoni,
radioattività, componente verticale del magnetismo terrestre ecc.).
Sullo stesso tema:
Maria Nicoletti - Maria Antonietta Pedana-
Patologie da inquinamento elettromagnetico