Maria
Giovanna Di Domenico, Danzando sull'orlo del mondo, Luciano, Napoli 2004
La
considerazione della crisi ecologica come crisi culturale impone una riflessione
che sia in grado di superare un approccio emotivo ai temi della bioetica
ambientale e consenta di favorire un riallineamento epistemico per poter
ricondurre il rapporto uomo-natura al senso profondo dell'uomo e del posto che
egli occupa nell'universo. La volontà di potenza che la ragione ha coperto come
sua primaria vocazione per il disvelamento delle leggi fenomeniche e il loro
utilizzo per finalità immediatamente produttive, deve essere superata da una
volontà di comprensione del sé nel tutto, come unica realtà di
senso. Non è più sufficiente orientare ecologicamente l'agire mediante un
allargamento dell'eticamente significante. Per superare la dicotomia non
ecologica tra umano e non mano, determinata dalla logica del dominio e della
prestazione, sarà necessario dare alla fattualità l'aver cura. Mediante
la cura, quale disposizione non semplicemente patica, affettiva, ma
progettuale e consapevole che rivela l'essere dell'esistenza, sarà possibile
superare il disordine morale della coscienza che non sa più abitare il
mondo.