Home
news
chi siamo
forum
ricerche
global bioethics
attivita'
pubblicazioni
documenti
links
mailing list
iscrizione

  

                                                       “ … i cani ci osservano da dietro le  finestre,

per sempre ci aspetteranno dietro la porta,

in attesa di un nostro ritorno, ansimando un nostro cenno;

per sempre cuccioli, chiederanno amore,

ma basterà loro anche una semplice carezza … “

 

I viventi non umani fin dalla preistoria hanno rivestito un ruolo importante nelle diverse tipologie di aggregazione sociale umana. Sebbene siano stati sempre considerati ai fini utilitaristici, e lo sono tuttora, la naturale evoluzione del pensiero culturale delle società occidentali ha condotto a valorizzarli sempre più per la loro “emotività”.

Attualmente, infatti, la sensibilità verso gli animali, almeno quelli definiti comunemente da compagnia, è marcata, ma nel senso di “recipienti di affetto”. E’ però necessario un ulteriore passo, che consenta lo sforzo di porci dalla loro parte e considerare quali siano le condizioni fondamentali per assicurare loro il benessere.

Tale esigenza non è solo una condizione morale, ma risponde anche a dettati normativi. Infatti, il welfare degli animali, ossia semplicemente assicurare loro condizioni tali per cui possano stare bene, rientra tra i livelli essenziali di assistenza che il servizio sanitario pubblico è tenuto a fornire nell’interesse dell’intera comunità.

Il “benessere animale” può essere inteso come la condizione del vivente non umano in conseguenza dei suoi tentativi di affrontare senza danno psicofisico rilevabile i problemi posti dal suo ambiente. Per forza di cose non possono esistere dei parametri esaustivi e definitivi di questa condizione, ma certamente non è possibile prescindere da quelle che vengono definite le cinque libertà

  

  1. libertà dalla fame e dalla sete (dieta appropriata e facile accesso all’acqua);
  2. libertà dal dolore e dalle malattie (prevenzione, rapide diagnosi e trattamenti);
  3. libertà di esprimere un comportamento normale (disponibilità di spazio sufficiente);
  4. libertà dal disagio (ambiente consono alle caratteristiche etologiche);
  5. libertà dalla paura e dall’angoscia  (condizioni e trattamenti che evitino sofferenza mentale).

  

La conoscenza di un fenomeno è il punto di partenza imprescindibile per acquisirne la coscienza. Ed è in questa convinzione che affonda le radici l’idea di organizzare questa manifestazione. Dalla parte degli animali, per tentare di capire come si vede il mondo attraverso i loro occhi.


Contatti: postmaster@istitutobioetica.org

Copyright © 2002 Istituto Italiano di Bioetica Campania