
Evoluzionismo e
storicismo
Prefazione di Paolo Bonetti
In questo libro
Raffaele Prodomo si chiede quale concezione della natura umana sia più
convincente al cospetto delle scienze della vita e delle biotecnologie
contemporanee.
In polemica
soprattutto con le metafisiche tradizionali e il riduzionismo
scientistico che, in diverso modo, limitano entrambi la libertà
individuale, si propone una riflessione sulla natura umana come processo
di continua trasformazione. Tale considerazione del vivente come realtà
mutante biologicamente e mutevole culturalmente è ritenuta compatibile
con un prudente uso delle moderne biotecnologie.
La risposta alla
domanda iniziale, inoltre, secondo l'autore non può essere competenza di
un sapere unico: nessuna teologia, filosofia, fisiologia o neuroscienza,
da sola, è in grado di imporre esclusive risposte, al contrario è
indispensabile uno sforzo di integrazione tra i metodi di indagine.
L'integrazione è
resa possibile dalla progressiva presa di coscienza della peculiarità
della ricerca biologica rispetto alle scienze fisico-matematiche
tradizionali. Infatti, come sostengono eminenti scienziati evoluzionisti
quali Ernst Mayr e Stephen Jay Gould, la biologia evolutiva adopera un
metodo storico che la pone al confine tra le scienze galileiane
classiche e le cosiddette scienze umane. Il progetto di riunificazione
dei saperi sull'uomo può, infine, essere favorito da un'attenta
rilettura di pensatori come Darwin, Vico e Croce, apaprentemente lontani
tra loro ma avvicinati, invece, da un'autentica comune sensibilità per
la contingenza e libertà del corso storico.