Bioetica e cultura della complessità
Ed. Macro 1998
E’ propria di questi anni la ricerca di un pensiero complesso che riunisca cio’ che appare disgiunto e sappia discernere le interdipendenze e le retroazioni tra i fenomeni. La complessità e’, in tal senso, una
figura positiva (non è complicatezza!), giacche’ ripropone in termini non piu’ antagonistici alcune coppie di concetti chiave del nostro approccio cognitivo al mondo (ordine/disordine, natura/ragione, spirito/corpo).
Al paradigma di semplificazione, corrispondente al metodo cartesiano che intende dividere le difficoltà e trattarle separatamente, si contrappone un metodo per il quale la conoscenza delle parti non ha senso se non
è legata alla conoscenza di un tutto meritevole di essere studiato in se’ stesso. Da qui il riconoscimento delle interrelazioni tra forme e aspetti del vivente, la consapevolezza delle retroazioni che si instaurano tra i fenomeni e il loro contesto e tra
ogni contesto e quello planetario (ecologia delle azioni) e, infine, l’accettazione dell’incertezza, cioe’ degli elementi di imprevedibilità, innovazione e mutamento (fallibilismo).
Il tema della complessità propone un collegamento tra le specifiche questioni attinenti alle diverse dimensioni delle bioetica – medica, ambientale, animale – aprendo di fatto un orizzonte ulteriore del concetto
di bioetica.
Saggi di: Vilma Barricalla – Luisella Battaglia – Francesco Bellino – Mauro Ceruti – Maria Antonietta La Torre –
Franco Manti – Roberto Marchesini – Telmo Pievani – Raffaele Prodomo – Michele Schiavone