Mario Manfredi, Il valore
ambiente. Riconoscimento e responsabilità, Schena 2000 pp. 128.
L'etica ambientale rappresenta un
settore avanzato della riflessione morale in quanto applicata agli sviluppi
della ricerca scientifico-tecnologica e della struttura economica nella società
industriale avanzata. La sensibilità etica nei confronti dell'ambiente è stata
stimolata, per un verso, dall'esplosione della crisi ambientale, per un altro,
dalla crescita delle conoscenze ecologiche, che hanno consentito di recuperare
il senso di appartenenza dell'uomo al sistema delle relazioni naturali: solo a
partire da questa inerenza naturale è possibile assumere un atteggiamento
positivo verso ciò che ci circonda come verso un valore. L'ambiente - inteso
come complesso di beni naturali e culturali - non è più l'oggetto-natura
contrapposto al soggetto-uomo, ma il luogo della costituzione mondana dell'uomo
e, nello stesso tempo, della significazione umana del mondo.
Nel tempo della razionalità
tecnologica e del mercato globale, dunque, la questione ambientale va posta come
un versante della questione del soggetto. Nella relazione reciprocamente
costitutiva di uomo e ambiente, si apre lo spazio per procedure di
"riconoscimento" di realtà alle quali - in forza di un conferimento
di valore - viene attribuito lo status di soggetti morali. Ciò istituisce
un'obbligazione e fonda una specifica responsabilità nei loro confronti. In una
prospettiva che riafferma l'antropogenesi dei valori e la loro determinatezza
storico-culturale, l'etica dell'ambiente si propone non come presa d'atto di
presunti "diritti dell'ambiente", ma come operazione avvalorante delle
relazioni umane con il mondo. Su tale presupposto, l'accresciuta potenza della
tecnologia e del mercato, da un lato, e la più grande vulnerabilità dei beni
naturali e culturali, dall'altro, conferisce all'uomo una responsabilità sempre
più grave e fa dell'ambiente uno speciale oggetto di cura.