Cosa è la dipendenza dal gioco d’azzardo?

La dipendenza dal gioco d'azzardo è un a forma di ludopatia (una “malattia” del gioco) che per l'appunto può colpire chi gioca. Come ogni forma di dipendenza, fa sì che non si riesca a smettere di fare qualcosa. In questo, caso, non si riesce a smettere di giocare.

Ma non si pensi che sia un fenomeno così raro. Il numero dei ludopatici in Italia è piuttosto alto, tenendo presente anche l'alta percentuale di giocatori. Proprio per questo motivo, sono aumentati anche i servizi per contrastare tale tipo di fenomeno, che va trattato come un caso medico/psicologico.

Uno di questi servizi è il numero verde contro la ludopatia. A questi numeri rispondono degli esperti pronti ad ascoltare (prima di tutto) e ad offrire dei consigli utili per risolvere il proprio problema. Generalmente, se si pensa di avere un problema, vuol dire che il problema c'è.

Da quando esiste la dipendenza dal gioco d'azzardo?

Sebbene negli ultimi anni sia sicuramente aumentata, con la possibilità di giocare online e con l'aumento generalizzato dei giochi d'azzardo (lotterie) offerte dallo Stato nelle tabaccherie, la dipendenza del gioco d'azzardo ha una storia più lunga.

Infatti, basti pensare che fino a una ventina d'anni fa, quando c'era una sola estrazione del lotto settimanale, quando i casinò online e i siti di scommesse non esistevano, c'era comunque  tanta gente ad affollare le agenzie di scommesse (per l'ippica) così come nei casinò.

Proprio i casinò, quelli fisici, hanno sempre visto casi di giocatori che non riuscivano a fermarsi. In tali casi, a differenza dei casi odierni in cui vi sono tanti giochi tutti i giorni, si parlava di una sola notte oppure di alcuni giorni (e in alcuni casi anche di settimane passate a giocare).

Quindi, la dipendenza dal gioco d'azzardo in sé non si può imputare ai giorni nostri. Ovviamente, essendo cresciuta di molto l'offerta di gioco, i casi sono statisticamente aumentati, poiché tutti oggi hanno la possibilità di giocare a qualsiasi cosa, in qualsiasi luogo.

A chiudere il cerchio, sono arrivati anche gli smartphone, che consentono di giocare, oltre che nelle agenzie, casinò e nelle case, da qualsiasi parte in cui ci si riesca a connettere ad internet.

Giocare fa male?

Giocare in sé non fa male, solo che occorre saperlo fare con equilibrio. Questo equilibrio può venire naturalmente, ma può dover essere anche “insegnato”. Ad insegnare l'equilibrio nel gioco non ci sono scuole, ma di certo lo Stato potrebbe e dovrebbe contribuire a farlo maggiormente, con qualcosa che vada oltre dei messaggi passati tra le pubblicità in TV, oppure un disclaimer sotto i giochi, del tipo “giocare può creare dipendenza”.

Se il gioco fa parte del nostro uso comune, allora va creata una cultura del gioco consapevole, del gioco per divertimento, che vada a contrastare quella del gioco per risolvere i propri problemi o per diventare ricchi subito.

Il gioco è anche una fonte di guadagno per lo Stato, ma al conflitto d'interessi dovrebbe sempre prevalere il buon senso.

Un consiglio finale: gioca il giusto, gioca per divertirti.